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29 GENNAIO 2015


ILVENTOINTASCA
con

Margherita Brondino

operatrice di Teatro dell'Oppresso

Margherita Pasini

docente della Scuola Biblica di Venezia

Cristina Pizzardello

insegnante di Viniyoga

 

Un gruppo di persone che si sono date la forma organizzativa dell'associazione culturale per vivere in modo più trasparente e responsabile alcune esperienze che già da qualche anno facevano insieme. Alcune di queste persone hanno anche fatto la scelta di co-abitare nella sede dell'associazione a Punta Sabbioni, in una piccola lingua di terra che si affaccia da un lato sulla laguna di Venezia e dall'altra sul mare adriatico, collocata nel comune di Cavallino-Treporti in provincia di Venezia.
1.      Leggere la Bibbia: una pluralità di obiettivi
Nel panorama delle proposte di accostamento alla Sacra Scrittura, è importante riconoscere che vi possono essere diverse modalità e diversi obiettivi, così come la stessa Scrittura presenta una pluralità di “voci”, a volte non componibili, che la rendono ricca e vicina alla multiforme esperienza delle persone. La nostra proposta tenta di essere uno spazio in cui le persone possano incontrarsi con la Bibbia a prescindere da un percorso di fede, anche soltanto per il gusto di accostarsi ad un testo che appartiene a tutta l’umanità. La proposta viene fatta soprattutto al di fuori dei tradizionali canali ecclesiali così da essere spesso accolta da persone con diverse sensibilità, appartenenze, competenze, in una “contaminazione” che offre molte opportunità.
2.      Il testo nelle mani
Durante i laboratori, è fondamentale l’accoglienza delle diversità e il rispetto dei partecipanti, in equal misura si tenta di stare anche nel rispetto per l’unità letteraria del testo, accolto così come pensato dall’autore/redattore, che aiuti a preservarsi da un uso “strumentale” della Bibbia.  Il testo viene dunque proposto interamente, con la guida di spiegazioni concise ma essenziali, che permettano ai partecipanti, nel rispetto della complessità, di entrare in relazione con esso, di ascoltarlo profondamente, con l’attenzione rivolta al suo contenuto prima che ai nostri pensieri su di esso. La versione proposta è scelta con cura, tra le possibili traduzioni, anche con la consulenza di persone esperte di ebraico biblico.
3.      Un approccio globale
Gran parte degli approcci “tradizionali” alla Bibbia utilizzano canali esclusivamente cognitivi e linguistici; un laboratorio di teatro biblico, invece, privilegia modalità di incontro con il testo, e del testo stesso con il vissuto dei partecipanti, che offrono la possibilità di un coinvolgimento attivo e integrale della persona. Le tecniche teatrali richiedono ai partecipanti di mettersi in gioco - nella libertà che l’astenersi dal giudizio su di sé e sugli altri durante il laboratorio permette -, di “vivere” un testo e di cominciare ad entrare in relazione con esso, incrociandolo con il proprio vissuto.





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