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26 novembre 2014

MORTEZA'
LATIFI  NEZAMI
(In collegamento da Milano)
Morteza Latifi Nezami è nato a Tehran (Iran) nel 1943, ha frequentato il corso di Scultura alla Facoltà di Belle Arti dell’Università di Tehran. Si è laureato presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano. Ha seguito il corso di Scenografia presso l’Accademia d’Arte di Firenze, completando i suoi studi sempre a Firenze con il corso Post-Laurea di Restauro conservativo. Ha conseguito il Diploma di Pittura presso l’Accademia di Brera di Milano. Ha pubblicato un volume di poesie in lingua persiana in Iran. Diverse sue poesie sono state pubblicate dalla rivista Bukhara di Tehran e dalla rivista Rahe Zendeghi di Los Angeles e alcune sono state tradotte e lette alla Casa della Parola di Venezia e al Centro Culturale Candiani di Mestre in occasione di un incontro per la condanna della guerra insieme alle poesie di poeti di altri paesi e in altre manifestazioni letterarie contro tutte le guerre. Ha tradotto dal persiano all’italiano alcune poesie di poeti persiani Hafez, Saadi, Rumi e Attar per la Casa della Cultura iraniana di Mestre. Nel 2011 ha pubblicato, con la Casa Editrice La Meridiana, una raccolta di storie realmente accadute “Inospitale terra promessa” sul viaggio infernale compiuto da cinque migranti per giungere in Europa.

Da sempre il nostro mondo, nel suo incessante cammino, è percorso da continue trasformazioni anche in periodi di apparente immobilismo. Ma negli ultimi decenni il ritmo del cambiamento è divenuto più incalzante, il viaggio si è fatto più frenetico e sfuggente tanto da renderci inconsapevoli di trovarci ogni giorno di fronte ad un “Nuovo Mondo” con l’evidente rischio di smarrirci e “perdere la bussola” sprofondando in uno stato di apatia e di panico inconscio e paralizzante.   L’apatia che caratterizza l’approccio odierno alle migrazioni è un esempio lampante dello smarrimento e della spossatezza della società e della sua classe dirigente. Di fronte a questo inesorabile, ma prevedibile fenomeno epocale, il quale esige un’oculata gestione, prevale una sconsiderata ostinazione ad arginarlo. Il risultato cui siamo pervenuti nonostante la mole di ostilità e la grottesca retorica dell’ “immigrazione zero” è sotto gli occhi di tutti: nel giro di trent’anni l’immigrazione è cresciuta più di trenta volte. Ma sembra che ciò ancora non basti a scalfire la miopia dominante e a scuoterla dal suo abituale torpore.   La Casa della Cultura Iraniana onlus ideatore e capofila del progetto denominato “Racconti di Vita” di cui questo volume rappresenta la sua conclusione intende offrire un contributo alla riflessione e allo studio del fenomeno migratorio ponendo il focus sull’importante tassello rappresentato dai rifugiati e richiedenti  asilo e dai minori stranieri non accompagnati.   Nel corso del progetto abbiamo ascoltato i racconti di alcuni di loro ormai inseriti a pieno titolo nella società italiana e raccolto così le loro esperienze che sono state poi rielaborate dall’autore in forma narrativa pur attenendosi strettamente al vissuto dei protagonisti. Ci auguriamo che la lettura di questi spaccati di vita che costituiscono, nonostante tutto, dei casi fortunati rispetto a coloro che la vita l’hanno perduta prima di metter piede sull’ambita..“terra promessa”..  possano costituire spunto di riflessione per la costruzione di una società meno ingiusta.   Il mio sentito ringraziamento va, oltre che al vicesindaco di Venezia Sandro Simionato, a Gianfranco Bonesso e Ivan Carlot del Servizio Immigrazione e Promozione dei diritti di Cittadinanza e dell’Asilo, a Elisabetta Baroni e Loris Trevisiol del Servizio Politiche Cittadine per l’Infanzia e l’Adolescenza, e Servizio Adulti-Animazione di Comunità e Territorio. Un ringraziamento particolare alla dott.ssa Paola Sartori per il contributo dato alla pubblicazione del presente libro e soprattutto a quelle persone che con pazienza ci hanno raccontato le loro esperienze rendendo possibile la realizzazione del progetto: Adol, Albert, Golam e i genitori Jacopo e Susanna, Moka, Saiwan, Sardar.   Il coordinatore del progetto Reza Rashidy     Il progetto ha avuto come partner:  la Coperativa G. Olivotti di Mira, il Centro Culturale Candiani di Mestre e il cofinanziamento del Comune di Venezia nell’ambito del progetto Mediazione 5, Regione Veneto e Conferenza dei Sindaci dell’ULSS 12.

Un ragazzo e una ragazza separati dalle necessità della vita, in un Paese senza prospettive future, paralizzato da un regime dittatoriale che ovunque semina sospetto e paure. Lei promette di aspettalo per sempre, lui parte per coronare i suoi studi e il desiderio di una vita migliore da condividere insieme. Sono mesi interminabili quelli che li vedono lontani: vulnerabile lei, esposta alla sottile seduzione di un’esistenza più “tranquilla” nelle rigide maglie di una società tutto sommato sicura; tenace lui, con la sua sete di libertà e l’intelligenza vivace di chi impara a farsi scaltro per sopravvivere e conquistare, un giorno alla volta, uno spazio di maggiore dignità.

Una storia senza nomi, date, luoghi, uno specchio in cui si riflettono le drammatiche vicende di milioni di uomini e donne della grande Storia.

Abituati a sentire ma incapaci di ascoltare, non restiamo indifferenti al grido che si solleva da queste pagine, alle difficoltà che affronta chi parte e non sa se torna, agli inquietanti interrogativi che gli agitano il sonno e alla straordinaria forza con cui si ostina a contare albe e tramonti, con lo sguardo puntato a un sogno inchiodato all’orizzonte.

Dimenticare è un modo non cruento di uccidere, così si sente dire spesso.

L’oblio è comodo e rassicurante: omette colpe, responsabilità, paure… evita di far riflettere sulle cause degli obbrobri commessi. La Memoria è una sfida che fa male, ma il libro si propone di raccoglierla sognando di spezzare la catena di inenarrabili atrocità: pulizie etniche, guerre di religione, genocidi…

Le poesie proposte affrontano in modo diretto il tema della violenza attraverso la narrazione dell’orrore di tante guerre dimenticate, lontane o vicine a noi, con un linguaggio poetico, ma schietto, che sollecita il lettore alla riflessione sul valore della pace e della tolleranza. Il filtro della sensibilità artistica dell’autore diventa un contributo alla preservazione della Memoria quale strumento indispensabile per progettare un futuro di pace e mutua comprensione.

La Memoria dunque si fa sentinella, si fa urlo in un mondo troppo preso dai propri problemi per valutare rischi attuali come il razzismo o l’antisemitismo di ritorno, troppo immerso nel proprio torpore al fine di non essere scosso da “nulla”, ma l’oblio distrugge i ponti tra i popoli, tra religioni e civiltà, isola e apre la strada a pregiudizi e stereotipi.

Quattordici poesie a testimonianza di quattordici tragici eventi. Un’antologia che si fa ottimo viatico per educare i giovani alla cultura della pace, della convivenza, della tolleranza, del rispetto e dell’accettazione degli altri. 

Reza Rashidy

Quando giunse a termine la gentilezza …

di Morteza Latifi Nezami

Casa Editrice Joker, collana Parole dal mondo, 2013

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