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|    IN COLLABORAZIONE CON
La Casa delle Cultura Iraniana
di Venezia
 
PRESENTANO
La Serenissima incontra l’antica Persia
7 FEBBRAIO 2014
Serata culturale, musicale ed enogastronomica medioevale
Grazie all'ospitalità della
Locanda Zanella
di Treporti
Venezia
La via della seta incrociava il territorio Iraniano nei suoi rami settentrionali e rappresentò per secoli una delle principali direttrici economiche dell’epoca. Anche Marco Polo attraversò la Persia lungo tale percorso alla fine del XIII secolo. Nessuno degli stati italiani ha avuto così antichi e frequenti rapporti con la Persia quanto la repubblica di Venezia e quindi, ancora oggi, possiamo proporre un incontro tra queste due culture prendendo lo spunto dalle parole di M.Montanari:
«La cucina è uno straordinario veicolo di rappresentazione e di comunicazione: non solo è strumento di identità, bensì il principale veicolo per entrare in contatto talvolta con culture diverse.»
Note sui rapporti tra
la Persia e la Serenissima
Dopo la conquista di Costantinopoli, la Repubblica di Venezia dovette accelerare i suoi sforzi, per istituto e per necessità delle lotte secolari contro la Turchia, per accrescere i suoi buoni rapporti con la Persia, e sopra di essa posò le proprie speranze per la divisione dell'impero ottomano che, come i suoi uomini di Stato ripetevano in Senato: “non potersi ottenere, se non mediante l'accordo dei principi cristiani colla Persia, situata alle spalle di Turchia, e ad essa nemica per sentimento religioso e per gelosia di dominio nell'Asia”.
I Veneziani infatti, prestarono aiuto ai Persiani nella guerra del 1470-74 fra Mohammed e Uzunhasan, e stabilirono con quest'ultimo le basi di una divisione dei possessi turchi; spinsero gli shàh della Persia a conquistare il Laristan, che diede loro la chiave del golfo Persico; li animarono ad impossessarsi dell'Asia turca, durante le guerre di Cipro, di Candia e della Morea.
La cooperazione in ambito militare fu accompagnata dallo sviluppo dei rapporti culturali ed economici.
Il Fontego dei Persiani, una sede collocata così vicina all'emporio commerciale di Rialto, praticamente al centro della città, rivela fiorenti relazioni commerciali che legavano fra loro Venezia e la Persia.
Di sicuro le carovane che collegavano i porti del Mediterraneo Orientale con le città persiane, tra cui quella di Tabriz, trasportavano merci che se non erano voluminose, certamente erano molto ricercate :spezie, tessuti, pellami, ma soprattutto i tappeti.
Non va inoltre dimenticato  che le raffinate rilegature in pelle sottile dei libri stampati a Venezia erano di fattura persiana e, buon ultimo, che la particolare arte di lavorazione del cuoio (i cuoridoro ossia il cuoio dorato e dipinto) che si esercitava con eccellenza a Venezia ed era giustamente celebre in tutta Europa, pare sia stata importata in città proprio attraverso i mercanti e gli artigiani giunti dalla regione persiana.
Tra il XIV ed il XV secolo L'Italia, ed in particolare la Serenissima Repubblica di Venezia, diventò il primo importatore di Tappeti Orientali, e il possesso dei tappeti non fu più privilegio dei soli patrizi, ma anche dei modesti borghesi.
In occasione di feste religiose, civili o carnevalesche si stendevano i tappeti lungo le calli e come ornamento delle gondole.
Iran e Italia hanno da sempre ospitato popolazioni le cui vicende si sono incrociate ripetutamente nel corso della storia.
Nell'antichità già i Sassanidi (e prima ancora i Parti) mantenevano con Roma e Bisanzio intensissime relazioni politiche che durarono per diversi secoli, fino alla conquista islamica della Persia.
Le relazioni tra la Persia e gli stati italiani da quel momento rimasero e per gran parte del medioevo di tipo commerciale.
La via della seta incrociava nei suoi rami settentrionali il territorio Iraniano e rappresentò per secoli una delle principali direttrici economiche mondiali. Anche Marco Polo attraversò l'Iran lungo tale percorso verso la Cina alla fine del XIII secolo.
Papa Innocenzo IV inviò missionari religiosi e diplomatici in Iran nel tentativo di convertire la classe regnate dell'Ilkhanato.
Ma da quando la Persia cominciò a risorgere nel secolo XV, sotto il regno Safavide questi rapporti si intensificarono con gli stati italiani.
Ma nessuno degli Stati italiani ha avuto così antichi e frequenti rapporti colla Persia, quanto la repubblica di Venezia; stante l'interesse massimo della stessa repubblica “di coltivare l'amicizia di uno Stato potente, situato alle spalle di Turchia, ad entrambi nemica, e per “l'eccellente ordinamento di Venezia nelle diplomatiche cose, delle quali essa fu a tutti gli Stati maestra”.
Durante la serata l'Architetto Reza Rashidy presenterà il libro
Mi racconto...Ti racconto
Quattordici interviste a immigrati e immigrate arrivati da tredici nazioni di quattro continenti,
piene di racconti di difficoltà e duro lavoro, di amicizia e nostalgia.
Dove il ricordo della famiglia, spesso ancora lontana, si mescola a quello del cibo e delle tradizioni.
E proprio raccontando feste e ricette tradizionali si crea un contatto fra culture diverse che, attraverso il cibo, sembra facile e naturale.
Seguirà l'intervento del Prof. Mauro Ferrari
Sociologo, docente di Analisi e Programmazione delle Politiche Sociali all’Università di Cà Foscari
sul tema:
Le migrazioni dei sapori e degli ingredienti
MUSICA
Fuad Ahmadvand
Musicista e suonatore di tanbur e santur, antichi strumenti musicali persiani, è nato a Teheran. All'età di undici anni intraprende lo studio dello strumento musicale chiamato santur e di seguito, dopo qualche anno, si accosta al tabu, strumento della musica mistica persiana e al daf, strumento a percussione. Vive e studia a Venezia dal 2009 dove si è esibito in diverse occasioni e insegna musica persiana.
Yalda Keramati
Ha imparato a suonare il daf a Tehran presso il noto maestro Harash Zanghenè. Da oltre dieci anni suona questo strumento ed ha tenuto numerose performance in Italia. Attualmente sta facendo il dottorato in Urbanistica presso la IUAV di Venezia.
Said Chavoshbaran
Nato a Salò (BS) da genitori persiani. È laureato in Critica cinematografica al DAMS di Bologna. Ha imparato a suonare il tombak  presso il maestro Jamshid Shemirani in Italia e da dieci anni suona questo strumento. Ha compilato quattro album assieme ad altri musicisti italiani tra cui Gerardo Balestrieri. Attualmente vive e lavora a Venezia.
Gli strumenti musicali

 TANBUR
è uno strumento antico che nei secoli ha assunto varie forme e suoni, con varianti da regione a regione. La semplice sonorità di questo strumento, a volte più secca, a volte più dolce, ha qualcosa di immateriale, astratto e addirittura ascetico che lo rende adatto alla musica spirituale. In Iran il tanbur era tra gli strumenti che si suonavano presso la corte Sassanide. Più tardi alcuni gruppi religiosi curdi lo adottarono come strumento sacro e da allora in poi lo usano per accompagnare i loro inni sacri e le danze cerimoniali.
DAF
si tratta di un tamburo a cornice su cui è tesa una pelle di capra. Sul perimetro è dotato di svariati anelli metallici che ne arricchiscono il suono. Usato in Iran già 2500 anni fa, è spesso raffigurato nei bassorilievi e dipinti, sia in contesti classici che popolari.
TOMBAK
tamburo a calice, ricavato da un unico blocco di legno di noce o gelso, sulla cui parte superiore è tesa una pelle di agnello o capra. Il musicista lo suona tenendolo sotto il braccio, appoggiandolo sulle ginocchia, usando i polpastrelli delle dieci dita con una tecnica sofisticatissima che combina percussioni, rollii e leggeri, veloci colpi. E’ il principale strumento a percussione della musica persiana.
SANTUR
a percussione è un salterio con cassa armonica, le cui corde vengono percosse da martelletti. È provvisto di ponticelli mobili sotto ogni corda. Ogni nota è formata da gruppi di 4 corde: il santur persiano, a differenza di quello indiano, offre la possibilità di essere suonato anche alla sinistra della fila di ponticelli, dove troviamo note ad un'ottava superiore.

LA CENA

MENU'

Mezè ovvero preludi 

Nano paniro sabzi, Persia

(crema di feta, noci, erbe aromatiche) servita su crostini. 

Ingredienti: feta, noci, rucola, basilico, menta, origano, cipolla, olio d'oliva, succo di limone.

In Persia è l'immancabile apertura di ogni pasto per le sue proprietà stimolanti i succhi gastrici e quindi risvegliare l'appetito. 

Torta de herbe, Venezia

( frittata a base di erbe, da ricettario veneziano del XIV  secolo)

Ingredienti: spinaci, bietole, prezzemolo, menta, lardo salato, formaggio, uova. 

Kuku-ye panir, Persia

( frittatina di formaggio)

Ingredienti: feta, uova, zafferano, semi di coriandolo macinato. 

Portata principale

Stuffà molto breve perfettissima, Venezia

(pollo macerato in agrodolce, piatto da ricettario veneziano del XIVsecolo)

Ingredienti: pollo ruspante, lardo, latte di mandorla, agresto, zenzero, datteri, zafferano.

 Khoroshe kedu halvai, Persia

(intingolo a base di carne e zucca servito con riso Basmati cotto al vapore)

Ingredienti: carne di manzo, zucca, lenticchie gialle, yogurt sgocciolato, menta, misto di spezie, zafferano.

 E per chiudere

Frittelle da imperatore magnifici Venezia

(frittelle da carnevale, dolce da ricettario veneziano del XIV  secolo)

Ingredienti: albume d’ uovo, formaggio fresco, farina di frumento, pinoli, zucchero

 Chai, Persia

(tè con cardamomo) 

Variazione menù per gli amici vegetariani

Torta de herbe  viene preparata senza lardo

Khoroshe kedu halvai, Persia, alla maniera di mar Caspio (intingolo a base di noci e zucca) servito con riso Basmati cotto al vapore

Ingredienti: noci, zucca, succo di melograno, polvere d’angelica, zafferano.

  

 
Il Presidente dell'Associazione EDITORIALE UNICORN
Arch. Giacomo Rigutto



Il Presidente della Casa della Cultura Iraniana di Venezia
Architetto Reza Rashidy


Il Prof. Mauro Ferrari




Il sindaco del Comune di Cavallino Treporti Claudio Orazio











 
Fuad Ahmadvand Yalda Keramati
   
Said Chavoshbaran    




































Lo chef  Renzo Mavaracchio




Lo chef Luca Mavaracchio